monaco buddista

Monaco Buddista: 3 lezioni di vita che ho imparato

Introduzione

Un anno fa stavo vivendo un’esperienza incredibile in Thailandia. Un giorno qualunque, mentre ero in coda per fare delle foto per estendere il mio Visto sul passaporto, mi è capitato di incrociare lo sguardo di un Monaco Buddista. Solitamente non sono il genere di persona che attacca bottone, anzi, al contrario sono piuttosto riservato.

Non so che cosa sia successo in quel momento, durante quello scambio di sguardi, ma magicamente abbiamo iniziato a chiacchierare. C’è stata questa intesa pazzesca fin da subito. Abbiamo parlato del più e del meno, delle nostre provenienze. Lui è tailandese, ma vive da venticinque anni a Chicago, in America.

E non so se hai mai avuto a che fare con persone di questo tipo, ma succede che nel giro di qualche istante iniziano a parlarti del significato della vita, di filosofia, cose di questo tipo. Non me ne sono nemmeno reso conto, ma nel giro di qualche minuto mi ero già ritrovato a parlare delle mie esperienze, compresi alcuni ritiri di meditazione in Tailandia e in Indonesia. Ho fatto anche Vipassana, se sei curioso di sapere di che cosa si tratta ti consiglio di guardare questo video in cui ti racconto la mia esperienza.

Ho avuto esperienze personali nel mondo della meditazione e questo monaco buddista ne è rimasto affascinato e ha colto l’occasione per condividere alcuni insegnamenti, alcuni pensieri. E in particolar modo ha condiviso 3 nozioni che mi hanno davvero stravolto la giornata. Dopo aver parlato con lui ovviamente sono andato avanti con le mie commissioni, sono rimasto in attesa per ricevere il Visto e continuavo a pensare alle sue parole.

Ricordo proprio la sensazione che mi ha trasmesso. Mi ha dato tanta luce, tanta serenità e positività e per questo vorrei cercare di trasmetterla anche a te attraverso questo articolo.

Puoi anche guardare il mio video “Questo Monaco Buddista mi ha stravolto la giornata”, che ho girato il giorno dopo averlo incontrato.

Non capita a tutti e non capita tutti i giorni di incontrare un monaco buddista e poterci chiacchierare così come è capitato a me. Spero quindi che questi insegnamenti possano arrivare anche a te. In realtà non mi ha detto nulla di nuovo, sono tutte cose che dentro di me sapevo già, soprattutto dopo aver fatto dieci giorni di meditazione in silenzio in Vippasana. Sono tutti punti di vista che avevo già conosciuto e vissuto sulla mia pelle, però non si finisce mai di imparare. Ci vuole una vita intera, o forse anche più vite per fare nostro quello che assimiliamo e per capire questi insegnamenti. Questa persona me li ha trasmessi con una energia davvero unica e mi hanno toccato, come se li avessi sentiti per la prima volta.

Ed ecco quali sono i 3 insegnamenti che voglio condividere oggi.

  • 1) LA FELICITA’ NON E’ REALE

La prima cosa che ha condiviso con me è stata una riflessione che condivido a pieno da sempre. Mi ha parlato del dolore e della sofferenza e poi della gioia e della felicità. Mi ha detto: “Sai come funziona al giorno d’oggi. Tutti cerchiamo la felicità, siamo tutti così impegnati dalla ricerca di questa sensazione di euforia, di entusiasmo, felicità e benessere, che molto spesso la cerchiamo nelle cose materiali.

È vero, cerchiamo questa esperienza, questa peak experience, che ci possa dare felicità e gioia. Il monaco buddista mi ha detto: “Anche quella è transitoria, quell’esperienza non è sostenibile, non è reale, così come il dolore che non è reale, anche la gioia, quel tipo di felicità non è assolutamente reale.

La chiave è trascendere sia il dolore, sia la sofferenza che la gioia e la felicità. Perché entrambe sono esperienze, emozioni transitorie. Quindi la vera chiave non è “essere felici”, ma “essere in pace”. Avere quella pace interiore, quella calma, quell’allineamento con la connessione interiore. In inglese si chiama stillness questa tranquillità, questo silenzio.

Io ero così affascinato ad ascoltare e pensavo “Quanta saggezza, è assolutamente vero”. E sono tutte cose che già sappiamo, ma dobbiamo ricordarcene. Sono il primo che parla spesso di felicità e sono sempre un po’ alla ricerca, in qualche modo, di questa sensazione. Quando invece so bene che quelle sono tutte sensazioni transitorie, non sono sostenibili. E se noi cerchiamo di aggrapparci a queste sensazioni, falliremo inevitabilmente, perché prima o poi, svaniranno.

Qui mi collego al secondo grande consiglio, se così si può definire. In realtà sono soltanto parole che mi sono rimaste dentro, mi hanno colpito profondamente.

  • 2) ANITYA

IMPERMANENZA“. È un termine sanscrito che indica uno dei tre aspetti fondamentali dell’esistenza nella dottrina canonica del buddhismo, ovvero: l’impermanenza o cambiamento o divenire.

Il concetto è piuttosto simile al primo insegnamento, ma a parer mio, credo sia importante da memorizzare. L’ho imparato per la prima volta durante i dieci giorni in silenzio in meditazione Vipassana. In pratica significa che tutto è transitorio e questo è un pilastro fondamentale della filosofia buddista. Anitya significa che tutto è di passaggio, così come ad esempio le emozioni negative magari sono con noi, in questo momento, ma passeranno. Lo stesso vale per le emozioni positive, per la gioia e la felicità, perché anche quelle passeranno.

Tutto in questa vita è transitorio. Ho già fatto un video tempo fa proprio su “3 lezioni di vita dopo il ritiro di meditazione Vipassana”. Puoi vederlo cliccando qui.

E parlavo anche di questo concetto, però vedi, a volte incontri persone che te lo ricordano e lo stesso insegnamento ti arriva da un’altra angolazione. Quindi mi ha ricordato di questo, del fatto che tutto nella vita nasce da zero, cresce e poi muore. Pensa anche alla natura, o all’essere umano, tutto quanto nasce, cresce e poi muore.

Tutto è in transizione e nulla è permanente.

Questa è la filosofia di Anitya. Non ti attaccare a queste emozioni transitorie come fa la maggior parte delle persone, perché queste passeranno. La gente ha paura di sentire le proprie emozioni, perché pensano che siano perenni. Magari sto soffrendo, ho del dolore in questo momento e rimango aggrappato a quel dolore perché ho paura di sentirlo davvero, di andarci veramente dentro. Spesso abbiamo paura di piangere, di lasciarci andare, di disperarci, perché pensiamo che poi resteremo in quello stato per sempre. E per paura ci fermiamo in quel in quel limbo di mezzo, invece di viverci quelle emozioni a pieno sapendo che poi passeranno. Perché ricordiamoci che passeranno proprio quando ci entreremo dentro. È così che funziona.

Il monaco buddista mi ha fatto l’esempio di un bambino. I bambini vivono le proprie emozioni a pieno, magari si arrabbiano e dopo qualche minuto tornano alla loro tranquillità, perché hanno espresso quella rabbia. Scoppiano a piangere e dopo essersi disperati quell’emozione la buttano fuori. La esprimono e la lasciano passare, così sono liberi di proseguire la loro vita. Mentre invece noi adulti perdiamo quell’abilità di vivere a pieno le emozioni, non vogliamo sentire quella rabbia dentro di noi e preferiamo restare in quel limbo dove comunque viviamo in sofferenza.

Se non facciamo questo percorso, quello di entrare dentro le emozioni e lasciarle passare, purtroppo rimaniamo aggrappati e continuiamo a soffrire per tutta la nostra vita. Lui mi ha detto “Quando senti queste emozioni, che possono essere positive e negative, siediti tranquillo in meditazione. Inizia a respirare e senti questa emozione che più respiri e resti calmo, più queste emozioni salgono.”

Siamo in grado di gestirle. Dobbiamo ricordarci che quando queste emozioni salgono, a un certo punto se ne vanno. Non rimangono bloccate. Perciò se posso darti un consiglio, medita, stai in silenzio e non cercare di scacciare via queste emozioni. Perché così come vengono, se ne andranno anche e ritroverai la pace interiore. Questa è la nostra responsabilità, questo è come opera l’essere umano in questa dimensione.

Ho scritto anche un articolo in cui parlo di “Guarigione emotiva: 3 passi per gestire le tue emozioni”, puoi leggerlo cliccando qui.

  • 3) LA FILOSOFIA BUDDISTA

Infine, la terza cosa che mi è rimasta proprio dentro dopo questa conversazione è stata proprio la sua filosofia buddista. Era semplicemente una chiacchierata, però tutto quello che sto condividendo è rimasto dentro di me. Ero lì seduto in attesa, con il mio passaporto in mano e continuavo a pensare alle sue parole. È stata un’esperienza illuminante, nel senso che è stata molto positiva, mi ha trasmesso tanta luce, tanta energia positiva questa persona.

E mi ha ricordato proprio la sua filosofia buddista, che invita a vivere la vita con passione. Vivere con amore, portare luce in questo mondo, portare pace e armonia, portare gentilezza. Essere disponibili, altruisti, essere delle buone persone, aiutarci a vicenda e rispettare la natura, gli animali, l’essere umano. La sua filosofia è basata sul vivere in armonia con la vita, con la natura. In particolar modo ha ripetuto più volte questa parola: con passione.

Per loro è più importante vivere con il cuore aperto, vivere veramente a pieno la vita, come un’esperienza positiva di luce. E anche lui mi ha parlato di quanto questa cosa al giorno d’oggi purtroppo sia carente.  C’è più bisogno che mai di persone che vivono con il cuore aperto, con la luce negli occhi, con amore e con passione. Perché c’è tanto buio, c’è tanta negatività e tanto egoismo. Siamo pieni di rabbia, di cattiveria, di persone che cercano di approfittarsi degli altri, di fregare gli altri. C’è tanto nervosismo e tanta insicurezza anche a livello politico, sociale ed economico e quindi la paura ci porta a chiuderci sempre di più. Siamo sempre sull’ attenti. Invece il suo consiglio è proprio quello di aprirci, di essere compassionevoli, amorevoli e di rilassarci perché la vita ci sta supportando.

Siamo supportati, non dobbiamo fare tutto noi.

Anche solo il fatto che siamo in vita, che il nostro corpo funziona e opera da solo, digerisce da solo e le nostre cellule sono intelligenti. Non dobbiamo fare tutto noi siamo, c’è l’universo che ci supporta, c’è la natura, c’è la vita. Dobbiamo solo aprirci e rilassarci. Possiamo aprire il nostro cuore ed essere più compassionevoli e amorevoli verso le altre persone.

Le sue parole mi hanno toccato, mi brillavano gli occhi mentre parlava perché mi rispecchio molto nella sua filosofia. È un po’ anche la mia missione e la mia visione di vita. I miei video hanno come obiettivo quello di portare positività e ottimismo. E spero il mio messaggio possa ispirare altre persone a fare lo stesso, perché c’è già troppa negatività c’è già troppa gente che cerca di vendere e convincere a comprare con tanta rabbia, mentre secondo me potremmo essere tutti più amorevoli. Potremmo essere molto più rilassati e allineati con la vita.

Quindi questo monaco buddista mi hai ricordato questa grande lezione e sono immensamente grato. Ecco un’altra parola che ha sottolineato. Soprattutto oggi, c’è più bisogno che mai di vivere con gratitudine.

Questi sono le 3 lezioni di vita che mi ha lasciato in pochi minuti di chiacchierata e volevo condividere questo incontro con te, perché questa persona mi ha davvero trasmesso una forte energia e spero che possa portare valore e luce anche a te.  Siamo sempre pieni di tante incertezze, tanti dubbi e paure, tutti noi, chi più chi meno. Siamo tutti sulla stessa barca, quindi a parer mio c’è davvero un gran bisogno di messaggi come questo e di persone come questo monaco buddista, che porterò sempre nel cuore.

 

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Spero che questo articolo ti sia stato utile.

Un abbraccio e a presto,

Gabri