mi sento solo

MI SENTO SOLO: SUPERARE LA SOLITUDINE

Introduzione alla solitudine

Mi capita spessissimo di ricevere messaggi, e-mail e commenti soprattutto su Instagram, di persone che mi chiedono:

Gabri, ma tu non ti senti mai solo? Non soffri mai di solitudine?

E l’ultimo messaggio l’ho ricevuto proprio ieri sera da una ragazza che mi scrive:” Ciao Gabri, ti capita mai di sentirti solo, di soffrire questa condizione?”

Ho riflettuto su queste ultime parole “Soffrire questa condizione”. Questa frase dice davvero tanto sul rapporto che molti di noi hanno con la solitudine e la mia risposta a questo messaggio è stata “Assolutamente sì, mi sento solo molto spesso e mi capita anche di sentirmi triste, arrabbiato, frustrato, insicuro, confuso o di non sentirmi abbastanza.” Sono sensazioni che emergono costantemente nella mia vita e sono anche queste emozioni. Anche la solitudine non è altro che un’emozione.

Puoi guardare il mio video “Mi sento solo: ecco la vera soluzione alla solitudine”

La domanda è: “Abbiamo il coraggio di sentire questa emozione o ci fa talmente tanta paura che scappiamo e cerchiamo il più possibile di evitarla?” Perché molti di noi purtroppo fanno questo. Hanno talmente paura di sentire la solitudine, di scoprire cosa c’è in fondo, che cercano esternamente di compensare tutto questo con distrazioni di ogni tipo. Alcool, uscite con gli amici, organizzare una vacanza, fare shopping o guardare delle serie su Netflix. Ognuno ha le sue dipendenze e le sue dinamiche per evitare le proprie emozioni spiacevoli, però se solo trovassimo il coraggio di sentire le nostre emozioni e in questo caso di sentire la solitudine, scopriremmo molto velocemente che non siamo mai soli.

solitudine

Non siamo mai soli.

Siamo sempre in compagnia di noi stessi, però nel momento in cui siamo connessi con le nostre emozioni è ovvio che ci scostiamo e non siamo nemmeno più in nostra compagnia. Perché la nostra essenza sta provando quelle sensazioni, ma noi ci rifiutiamo di provare quelle emozioni. Ed è così che si crea questo divario. Ci sentiamo soli con il mondo esterno, ma soli anche internamente. Quando invece abbiamo il coraggio di provare quelle emozioni, con amore, compassione e accettazione, ecco che diventiamo un tutt’uno con noi stessi. Scopriamo l’amore per noi stessi.

Andiamo anche a scoprire una connessione profonda e anche una connessione divina, che non ci farà mai sentire soli. Saremo sempre connessi con questa energia che ci ha creati ed è sempre con noi, non ci abbandona mai. In realtà non siamo soli, ma siamo noi che ci scostiamo da noi stessi e causiamo la nostra solitudine. Però, se restiamo sempre connessi con la nostra essenza e con le nostre emozioni, anche se spesso sono spiacevoli, scopriremo di non essere mai soli.

E quando entriamo in contatto con questa parte, scopriamo che non abbiamo realmente bisogno di altre persone.

Questo non significa che dobbiamo diventare eremiti, senza famiglia, senza amici, senza vita sociale e senza relazioni. Assolutamente no. Ma queste saranno soltanto ciliegine sulla torta, saranno un bonus nella nostra vita. Perché di base siamo noi la nostra torta, siamo già abbastanza e tutto quello che è esterno, ogni relazione, ogni rapporto che costruiamo è un valore aggiunto. Ma questi valori aggiunti vengono creati e generati da una condizione di amore e di abbondanza.

Io sto bene da solo, sono in pace con me stesso. E voglio condividere la mia vita con chi mi sta accanto, voglio avere figli, procreare e dare amore a un’altra creatura meravigliosa. Però non lo faccio da una posizione di mancanza, lo sto facendo da una posizione in cui mi sento già completo e voglio creare ancora di più. Voglio delle amicizie per condividere, ridere, divertirmi, ma non voglio delle amicizie perché sento un vuoto dentro di me e non ho il coraggio di affrontare le mie emozioni. Non cerco di colmare quel vuoto con una relazione o andando a bere tutte le sere con gli amici, o con qualsiasi altra distrazione.

Non è così che si risolvono i problemi e si diventa felici.

Tanti ragazzi che mi seguono e ambiscono al mio stile di vita, viaggiare e lavorare ovunque, pensano che questo li renderà felici e non avranno problemi. Ma queste sono illusioni per scappare da noi stessi. Ci raccontiamo delle favole “se finalmente trovassi la mia anima gemella, se trovassi degli amici, se finalmente vivessi in Thailandia, o a Bali e lavorassi da un computer tutte queste emozioni spiacevoli svanirebbero”. Non è assolutamente così.

sentirsi soli

Ci stiamo illudendo.

Non abbiamo il coraggio di sentire la solitudine, è questo il problema. Se iniziassimo a provarla, a entrarci dentro, probabilmente sentiremmo del forte dolore, ma in quel momento ce ne libereremmo anche, sentiremmo una sensazione di pace e liberazione. Una sensazione di connessione con la vita, con la natura, con noi stessi e con la nostra anima. Perché la nostra anima richiede la nostra attenzione e ci sentiamo soli proprio perché facciamo finta di non sentirla piangere. Vuole essere vista, sentita, amata e noi continuiamo ad evitarla e a cercare amore esternamente.

In questo modo non potremo mai amare veramente, compenseremo soltanto un vuoto che sentiamo dentro. E più andiamo avanti così, più facciamo soffrire anche altre persone, perché lo spacciamo per “amore”, quando invece è solamente un bisogno. Purtroppo, anche tante famiglie sono così, fanno figli soltanto per avere qualcuno da accudire e colmare quel vuoto interiore. Molte persone sono sempre circondate da attività, persone e impegni, quando in realtà cercano solo di distrarsi da loro stessi, per non sentire dolore. Restano in quello stato di superficialità nel quale non devono affrontare i propri mostri.

Altre persone utilizzano addirittura delle sostanze chimiche per non provare dolore, come alcool e droghe. Oppure ci sono persone che utilizzano il sesso o la pornografia come distrazione, c’è chi si sfoga nello shopping estremo, soprattutto le donne. È sempre un cercare di compensare queste emozioni che in realtà non vogliono sentire.

Ti consiglio di leggere anche il mio articolo che parla di “Crescita personale e solitudine”, puoi leggerlo cliccando qui.

 

La cruda realtà

È molto importante a parer mio, renderci conto il prima possibile di una grande realtà, perché ci farà risparmiare sicuramente tanta sofferenza inutile, tanto dolore e tante scelte sbagliate e inconsapevoli. È una verità molto importante da trattare:

Fino a quando non troviamo il coraggio di affrontare e di sentire questa solitudine che abbiamo dentro di noi, non ci potrà mai essere nulla di esterno che potrà compensare questo vuoto e che potrà risolvere questa solitudine.

L’essere umano continua a credere che quando si sente solo, c’è sempre qualche fattore esterno che può farlo sentire meglio, ma è una grande illusione. Possiamo provarle tutte, ma poi a forza di provare, ci rendiamo conto che la solitudine resta. Magari possiamo colmarla temporaneamente con una relazione ad esempio, ma poi riemergerà di nuovo. Perché abbiamo curato il sintomo, ma non la causa. E scopriamo che niente e nessuno di esterno può realmente colmare quel buco che abbiamo dentro. La vita ci dimostrerà che solo noi possiamo guarirci e possiamo farlo solamente sentendo e accettando quell’emozione. Soltanto dando alla nostra anima l’amore e l’attenzione che merita.

Dobbiamo tornare a casa

Dobbiamo tornare dentro al nostro cuore per scoprire che non siamo mai stati soli, ma abbiamo semplicemente abbandonato noi stessi per tutto questo tempo. Ci siamo sentiti soli perché ci eravamo distaccati dal nostro cuore e dalla nostra anima. Quindi la sensazione di solitudine era dovuta a un distacco interiore da noi stessi e continuavamo a cercare altrove.

Quando accettiamo queste emozioni e ritroviamo la connessione con noi stessi, torniamo a casa e sentiamo che quella sensazione di solitudine non c’è più, stiamo bene da soli. Possiamo anche trascorrere il resto della nostra vita da soli. Tutto il resto diventa un extra, un bonus che ci farà stare ancora meglio e potremo dare amore alle persone e alle relazioni che ci circondano. E sarà un amore puro, libero, non sarà amore per colmare mancanze. Penserai “Io sto bene, voglio solo darti gioia, amore, condivisione. Non voglio trattenerti perché ho paura di restare solo”.

Questo è un errore molto comune, anche fra i genitori.

Soprattutto i genitori, a parer mio dovrebbero fare molta attenzione a questa condizione, dovrebbero risolvere la solitudine che si tengono dentro. Se hai intenzione di diventare un genitore, prendi questo lavoro con la massima serietà, risolvi il tuo senso di solitudine prima. Perché spesso ci si trova un partner per colmare questo vuoto, poi magari nascono dei figli, che sicuramente compensano enormemente la solitudine. Hai qualcuno da amare, da accudire e danno un senso alla tua vita.

Però poi succede che quando i figli crescono, diventano maggiorenni e vogliono crearsi la propria vita, fare esperienze, trovare un partner per costruirsi una famiglia, molti genitori vanno in crisi. Molto spesso non se ne rendono nemmeno conto, ma è inevitabile, perché hanno risolto il problema solo temporaneamente. E quando i figli vanno via di casa, possono risvegliare la paura di restare soli. Nonostante sia giusto che i figli seguano la propria vita.

Ma tu genitore, probabilmente non hai lavorato sul tuo “sentirti solo” e quindi inizi a manipolare o far sentire in colpa tuo figlio per i suoi progetti e i suoi sogni. Lo fai sentire in colpa, lo giudichi, lo critichi, ma in realtà lo stai facendo perché hai un vuoto interiore che tuo figlio ha colmato per un po’ di tempo e da ora in poi sai che non potrà più farlo. Ma tu non sai vivere con la tua solitudine, per cui preferisci manipolare le altre persone, giustificandoti con “lo faccio per amore”.

Non è amore, è egoismo.

È una forte manipolazione, per egoismo, per non sentire queste emozioni spiacevoli di abbandono. Soprattutto al sud Italia è molto presente la “mamma chioccia”, che ha un po’ il controllo e giudica il figlio che si stacca da casa per farsi una vita. Secondo il mio parere, se desideri costruire una famiglia sana e avere dei figli, è molto importante iniziare ad entrare in contatto con te stesso e con la tua solitudine. Così potrai iniziare veramente ad amare. Amore come sinonimo di libertà, non amore come sinonimo di controllo e manipolazione.

Dobbiamo prenderci la responsabilità della nostra vita e delle nostre emozioni per guarire interiormente. Una volta fatto questo lavoro, la solitudine non ci farà più paura, non avremo più paura di sentire quelle emozioni. Ricordiamoci che siamo figli di Dio, siamo sempre stati soli con noi stessi, siamo i nostri migliori amici e non siamo soli. Siamo anche circondati di persone che ci vogliono bene e soprattutto c’è questa connessione divina che è più grande di noi e non ci lascerà mai soli.

Ho pubblicato un video anche un anno fa sulla solitudine e 5 consigli per superarla

 

Spero che questo articolo ti sia stato utile e soprattutto che ti abbia aiutato a comprendere che la solitudine emotiva è diversa dalla solitudine fisica. C’è una grande distinzione. Non so se ti è mai capitato, a me personalmente è successo ed è stata una delle lezioni più grandi della mia vita: sono stato circondato da tante persone, anche familiari e amici, per cui non ero solo a livello fisico, ma dentro mi sentivo completamente solo. E come giustifichiamo questo? La solitudine è un’emozione. Non importa ciò che accade fisicamente, esternamente, perché possiamo essere circondati da migliaia di persone, ma possiamo sentirci soli emotivamente anche in questa circostanza.

Ci sentiamo soli perché non ci sentiamo compresi a livello emotivo, non c’è quella connessione mentale profonda. Il punto è che l’obiettivo non deve essere quello di essere circondati di persone, o di avere per forza un partner e tanti amici, o girare il mondo e conoscere sempre persone nuove. Ben venga fare tutto ciò, sono valori aggiunti, ma tutto quello che accade fisicamente non colmerà mai il vuoto interiore. L’anima richiede attenzione, la tua attenzione, ti chiede di ascoltarla e di tornare a casa, perché quando lo farai ti darà tutto ciò di cui avrai bisogno, con amore e armonia.

 

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Un abbraccio e a presto,

Gabri